Il governo presenta la social card di 40 euro mensili, una spesa di 450 milioni di euro, più gli sconti delle catene commerciali, di cui solo Coop è chiamata a contribuire.
40 euro sono sempre meglio di niente, e di questi tempi non si rifiuta niente, non si può rifiutare.
Mi chiedo perché di fronte ad una situazione di recessione economica evidente, e una difficoltà oggettiva da parte di moltissimi comuni a ottemperare anche alla copertura dei servizi essenziali, si stanzino per gentile concessione del governo, la somma di 700 milioni di euro ai comuni di Catania e di Roma. L’evasione fiscale aumenta, favorita dall’eliminazione delle misure introdotte dal governo Prodi, 6 miliardi di euro da maggio c’è costata questa perla di lungimiranza, si rimpiange un pochino il governo Prodi eh?
Si tagliano i servizi sociali, i trasporti, tutto quello che risponde a “pubblico”, si vuole privatizzare tutto: dall’acqua “ bene primario”, alla sanità, la scuola, si crea un solco sempre più profondo nella distinzione sociale, già dalla nascita.
Mi chiedo: una politica di tagli, è meglio delle tasse? La coperta corta scopre i piedi dei ceti più deboli, non esiste una politica di redistribuzione, si proteggono le corporazioni a scapito del lavoro dipendente, studenti, pensionati. Questa politica di destra penalizza tutta l’economia reale che è in recessione per un’evidente stagnazione dei consumi. “Consumate italiani”, dice il premier, ma i con i soldi di chi? I suoi? Una forte protesta viene dai comuni d’Italia, di destra e di centro sinistra, una politica economica sbagliata per scelta ideologica, la scelta del potere e dell’insofferenza alla democrazia, la politica della negazione dell’evidenza, e del controllo dell’informazione.
Non discuto la cifra, chiaramente esigua della social card e totalmente insufficiente per una programmazione di rilancio dell’economia, ritengo riprovevole distinguere gli indigenti con la tessera del pane. Si poteva trovare una forma meno evidente per questa insignificante distribuzione di misere risorse, una detassazione, un aumento delle pensioni, una crescita delle tredicesime. No! Ti stampo in testa il marchio del povero, pensa l’uomo di centro destra, così la cassiera se lo ricorda bene che non ci hai i soldi per il pane, anzi tuo figlio non lo faccio andare a scuola con il mio, sia mai me lo inquina, però con le tue tasse, “povero”, ci finanzio le scuole private di mio figlio, e il dottore di mio figlio, il tuo va con gli immigrati che sono poveri come te. Mi fa ridere la destra sociale, sociale de che? Direbbero a Roma. Mi fa ridere la Lega Nord, gli hanno detto ai padani che la Sicilia consuma il 48 per cento del proprio bilancio, otto miliardi e mezzo di euro, solo per la sanità? I padani se lo sognano il Federalismo alleati con la Lega Sud, tutto ciò, non è paradossale? Questo governo non ha idee, annaspa negli slogan facili, l’idillio populista dovrà finire con la presa di coscienza di una triste realtà purtroppo, l’opposizione deve essere pronta, soprattutto unita. Piombino, come altre realtà toscane questa crisi la sente tutta, personalmente ritengo che il ceto medio ne pagherà le spese, allora il disastro sociale sarà drammatico per tutti, il Titanic affonda e il governo fa suonare i violini, c’è da piangere.